Progetta il Podcast di Alberto Pian: recensione

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Progetta il podcast per passione, lavoro, formazione di Alberto Pian è una guida completa per coloro che desiderano creare un podcast di successo, ma non solo.

Che tu sia un neofita in materia, un aspirante podcaster o un addetto ai lavori, troverai l’ebook di Alberto Pian ricco di spunti utili. Oltre alla mia recensione, naturalmente, ti consiglio di leggere il libro, se vuoi far decollare il tuo progetto audio o dargli una nuova sferzata di energia, se è già online.

In questa recensione, oltre a raccontarti dei temi trattati da Alberto Pian nel suo libro, voglio condividere con te dei concetti take away. Si tratta di vere e proprie strategie per mettere mano al tuo prossimo progetto audio e far sentire la tua voce a tutti.

Trama di Progetta il podcast per passione, lavoro e formazione

La trama di “Progetta il podcast per passione, lavoro, formazione” si sviluppa attraverso vari capitoli che sembrano rappresentare i vagoni di un treno. Ciascun topic è come una carrozza, collegata alla precedente così come alla successiva.

Ogni azione è propedeutica alla successiva per supportare ciascun utente nel realizzare un progetto audio, rendendolo di interesse per il pubblico in target. 

Alberto Pian apre l’ebook narrando l’importanza di avere una passione e di scovarla, per metterla a frutto. Sentire forte una passione, rappresenta, infatti, una vera e propria spinta emotiva, capace di guidare un podcaster nell’identificare il tema del proprio progetto.

Inoltre, è la passione a essere complice di quel fuoco che ci nasce dentro e ci permette di “pagare il prezzo”. Fare un lavoro costante, consistente e con un impegno di lungo periodo, ad esempio per creare contenuti di alta  qualità, richiede una grande passione. Il pubblico non solo percepirà tutto questo, ma deciderà probabilmente di seguirci perché la nostra passione è ciò che ci rende autentici.  

L’autore, quindi, sottolinea l’importanza di capire cosa ci arde dentro e condividerlo con il proprio pubblico.

Ad esempio, se il podcast che si vuole realizzare si concentra sull’arte culinaria, il Creator dovrebbe avere una passione genuina per la cucina e la gastronomia. Questo tipo di entusiasmo si rifletterà intrinsecamente nel tone of voice e nel contenuto del podcast, rendendolo più coinvolgente per gli ascoltatori.

Ma, come potrai immaginare, solo la passione non basta per avviare un podcast.

L’autore, infatti, evidenzia anche altri aspetti che contribuiscono a validare e rendere vincente l’idea di partenza. La creazione e la gestione di un podcast, ad esempio, richiedono un impegno costante nel tempo. 

Affinché un progetto di lavoro sia sostenibile bisogna definire in modo molto oggettivo quali saranno le strategie da implementare e il carico di lavoro. In aggiunta a ciò, sarà necessario considerare a priori il tempo necessario da dedicare, ad esempio, alle seguenti attività:

  • ricerca di argomenti interessanti;
  • registrazione degli episodi;
  • editing e montaggio;
  • promozione del podcast su diverse piattaforme;
  • scouting di ospiti interessanti da intervistare.

Questo solo per citarne alcune perché l’elenco potrebbe essere ben più lungo.

Senza un lavoro diligente e costante, il podcast rischia perciò di perdere slancio e interesse. Senza una progettazione e una pianificazione adeguate, anche il podcaster stesso perderà progressivamente interesse verso il proprio progetto, finendo per abbandonarlo strada facendo. 

Pianificazione, formazione continua e promozione

Affinché ciò non accada, l’autore mette in evidenza un altro tassello fondamentale che, se da un lato è sintomo della buona gestione di un progetto, dall’altro richiede di sviluppare un determinato mindset.

Sto parlando della pianificazione, senza la quale è pressoché impossibile stabilire la rotta che si vuole seguire e raggiungere, di conseguenza, i risultati sperati.

Entrando nel concreto e parlando di un podcast, ti starai chiedendo cosa è necessario pianificare. Uno degli esempi chiave illustrati nel libro “Progetta il podcast per passione, lavoro, formazione” riguarda, ad esempio, l’importanza di pianificare in anticipo il formato e il tema centrale del podcast. 

Per fare ciò, Pian suggerisce di creare una mappa concettuale e un piano editoriale, due strumenti utili per stabilire gli argomenti da affrontare anche nei singoli episodi. Inoltre, entrambi servono ad assicurarsi che il podcast abbia una struttura coerente, oltreché ben definita, così come il messaggio che si vuole dare al pubblico.

Inoltre, come per qualsiasi professionista – non solo per i Podcast Producers – vale una regola aurea: dedicarsi alla formazione continua. Migliorando la propria efficienza, abilità tecniche e narrative, come lo storytelling, possiamo elevare la qualità del nostro lavoro. Come racconto in un mio articolo, fare podcast infatti è anche un importante strumento per fare personal branding

In aggiunta a ciò, anche partecipare a corsi e workshop di formazione, tenuti da esperti del settore, è un modo più che valido per affinare le proprie skills. In sostanza, l’apprendimento continuo non è mai un’opzione: è un investimento fondamentale.

Tra i molti consigli utili condivisi da Pian, inoltre, vi è quello di studiare altri podcast di successo. Ovviamente non per copiare alcunché, ma per analizzare le tecniche utilizzate da altri Creators.

Non ultima, in ordine di importanza, è la chicca dell’autore che accende l’occhio di bue sull’importanza della promozione. L’ebook è una fonte generosa di consigli pratici su come promuovere il proprio podcast, per aumentarne la visibilità e attrarre nuovi ascoltatori. 

Ad esempio, suggerisce di utilizzare i social media per condividere i singoli episodi, collaborare con altri podcaster o influencer nel proprio settore di riferimento, o ancora, partecipare a eventi per fare networking e far conoscere il proprio podcast.



Progetta il podcast per passione, lavoro, formazione: la mia recensione

Come avrai capito, l’ebook di Alberto Pian è una risorsa preziosa per chiunque desideri avviare un podcast di successo o rendere tale il progetto che ha già lanciato.

Con una combinazione di saggezza pratica e ispirazione motivazionale, Pian guida i lettori attraverso ogni fase del processo. Dal concepimento dell’idea, alla creazione del format, alla gestione tecnica del podcast, sino alla promozione del prodotto finale.

Da addetta ai lavori, trovo che l’autore abbia realizzato una guida dettagliata su ciascuna fase di produzione e post-produzione. Nulla è lasciato al caso, nemmeno la selezione dell’attrezzatura minima necessaria per partire e registrare i primi campioni audio. 

In generale, trovo che questo ebook abbia molti punti di forza. Uno, tra questi, è l’accento che Alberto pone sull’importanza della passione. Pian sottolinea, infatti, che la passione è il motore principale di qualsiasi podcast di successo.

Senza mai banalizzare questo concetto, offre piuttosto suggerimenti su come individuare e coltivare la propria, per creare contenuti autentici e coinvolgenti.

Come Podcast Coach conosco bene quali e quante sono le sfide del podcasting. Il nuovo progetto Podstar che ho avviato nel 2003, e di cui sono Founder, si occupa anche di questo.

Il team di Podstar, infatti, sostiene e affianca i podcaster nella realizzazione di progetti di interesse comune. Tra quelli già diffusi sulle principali piattaforme i temi trattati, ad esempio, raccontano di sostenibilità, di come facilitare la fruizione dei servizi pubblici da parte dei cittadini, solo per citare alcuni casi oramai di successo.

Infine, credo che tutte le idee meritino di essere ascoltate. Una delle caratteristiche che ho più apprezzato nell’ebook di Alberto Pian è proprio la sua accessibilità.  

Le informazioni sono presentate in modo chiaro e comprensibile a una platea eterogenea, pur trattando, a tratti, anche dei tecnicismi tipici del settore. Pian è riuscito nell’intento di rendere questa lettura una valida guida anche per chi si avvicina per la prima volta al mondo del podcasting. Tuttavia, anche i podcaster navigati non ne rimarranno delusi, ma vi troveranno utili approfondimenti per far brillare ancora di più il proprio titolo sulle migliori piattaforme.

Se tutto ciò che hai letto stuzzica la tua idea di avviare il tuo podcast ma hai ancora sotto chiave il tuo sogno nel cassetto, ti invito a leggere altri buoni motivi per realizzare un podcast.


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Home » Libri » Progetta il Podcast di Alberto Pian: recensione Una decina d’anni fa forse nessuno in Italia avrebbe saputo spiegare cosa fosse un corporate podcast. Anzi, a dirla tutta forse neanche cosa fosse un podcast in generale. Eppure oggi questo media, apparentemente così giovane, sta avendo il suo picco di popolarità, come indicano i report annuali di statistica. Non sorprende, quindi, che piccoli e grandi brand stiano iniziando a inserirlo nella loro strategia di comunicazione.  Di fatto, i podcast si stanno rivelando utili per ampliare il proprio pubblico di riferimento, presidiare nuovi contesti comunicativi e migliorare la brand awareness verso i potenziali clienti. Ma pochi sanno che possono anche supportare le aziende nel favorire una migliore comunicazione interna.  I corporate podcast sono una risposta efficace proprio alle nuove esigenze comunicative che i modelli organizzativi odierni hanno fatto emergere con l’adozione di smart e remote working. Un’applicabilità sicuramente più estesa e interessante di quella a cui siamo abituati. Come un’azienda può usarlo e con quali vantaggi? Te ne parlo in questo articolo portandoti esempi utili da cui trarre spunto. Cos’è il corporate podcast Partiamo col dire che il corporate podcast è un contenuto audio ad uso interno destinato a collaboratori e manager di vari livelli gerarchici. È un podcast aziendale privato fruibile esclusivamente attraverso canali riservati, come ad esempio: intranet aziendale; piattaforme proprietarie; piattaforme di e-learning.  A differenza del Branded Podcast che si rivolge a un pubblico esterno e ha come obiettivo quello di promuovere l’immagine aziendale, il corporate podcast ha ambiti di applicazione più funzionali. In particolare è usato per: diffondere conoscenza; promuovere la cultura aziendale; creare engagement tra i dipendenti; trasferire messaggi e informazioni chiare a tutta la popolazione aziendale.  Dunque è un canale di comunicazione interna particolarmente interessante per HR Manager e per chi è responsabile della gestione formativa e informativa aziendale. Soprattutto se consideriamo come sono cambiati i modelli organizzativi con l’estensione dello smart working. Perché usare un podcast aziendale per la comunicazione interna? Le caratteristiche del podcast, in termini di fruibilità, distribuzione e capillarità, lo rende adatto ad assolvere le esigenze comunicative delle aziende odierne. Arriva in modo agile dove altri canali non arrivano. Il modo di lavorare è cambiato, così come i modelli di comunicazione e quelli organizzativi. Il nostro modo di interagire con i colleghi è diverso e abbiamo un diverso approccio alla tecnologia. Non a caso, secondo gli osservatori più autorevoli e Forbes, la trasformazione digitale è uno dei principali trend HR per il 2022. Il lavoro da remoto ha decentralizzato tante attività e ha reso necessaria una grande capacità di comunicazione interna. Allo stesso tempo ha creato un distacco sociale collettivo che ha alzato una sorta di barriera invisibile tra le persone. Cosa impensabile fino a un paio di anni fa, quando la condivisione era il cuore pulsante delle relazioni professionali e personali.  Vivere in un contesto simile significa prendere atto del fatto che non è possibile interagire direttamente con tutta la popolazione aziendale con le stesse modalità del passato. Ripristinare lo stesso clima di interazione e coinvolgimento di un tempo, adattandolo alle nuove metodologie di lavoro – in smart working o miste – è oggi una sfida ancora più grande. Se già è difficile farlo in contesti piccoli, immaginiamo come questo possa essere attuato in un contesto complesso e multiforme come quello delle grandi aziende, in cui spesso i dipendenti sono dislocati in aree geografiche molto distanti tra loro. È chiaro, quindi, quanto sia fondamentale il ruolo della comunicazione interna per restare aggiornati sulle attività, sugli obiettivi e sulla strategia dell’azienda, ma soprattutto per mantenere alta la motivazione dei dipendenti. Un buon flusso comunicativo rafforza i legami, diffonde la cultura e i valori dell’azienda, migliorandone l’immagine e la credibilità.  Diciamo che svolge anche un ruolo sociale. La qualità della comunicazione aziendale interna impatta in modo diretto e deciso anche sul clima generale in cui si lavora. Di conseguenza, anche sui risultati che si raggiungono. Ho sempre immaginato i flussi comunicativi di un’azienda come una linfa. Parte dalle radici, che possiamo paragonare al management, e raggiunge capillarmente ogni singola foglia, cioè ogni singolo collaboratore, e poi ritorna in modo circolare. La linfa è un nutrimento e, se mai dovesse mancare, la pianta ne morirebbe. Così come l’azienda subirebbe seri danni se la comunicazione non raggiungesse capillarmente tutta la rete di dipendenti. Questo può accadere quando gli strumenti che si sono sempre usati, per esempio, non sono più adeguati al contesto attuale. Ma è proprio qui che il corporate podcast può subentrare. Come usare il podcast aziendale interno Ecco alcuni modi in cui è possibile usare il corporate podcast in azienda: per attività formative, come ad esempio l’e-learning, una delle modalità più usate e più diffuse. Spesso i contenuti audio possono essere usati ad integrazione di altri percorsi di formazione, sotto forma di approfondimenti, follow-up o esercizi individuali. Per informare i dipendenti su alcune iniziative o progetti posti in atto dall’azienda. Per creare un percorso conoscitivo dell’organizzazione, della struttura e della cultura aziendale. Per esempio per i nuovi dipendenti, come fosse un vero e proprio servizio di accoglienza per chi inizia a lavorare in azienda e ancora non conosce come è organizzata.  Per includere nelle attività aziendali tutti quei dipendenti che, per via della natura del lavoro che svolgono, sono ubicati presso gli stabilimenti, nei punti vendita o viaggiano sul territorio. Un modo per sentirsi parte del grande team.  Per divulgare procedure interne, condividere best practice o principi di etica aziendale.  Questi sono solo alcuni esempi che, tuttavia, rendono l’idea dell’applicabilità di un corporate podcast come strumento di comunicazione interna.  La produzione di contenuti audio aziendali può essere gestita da personale interno all’azienda supportato da professionisti esterni per le fasi più tecniche, oppure commissionata interamente. A seconda poi delle finalità e dei contenuti, il corporate podcast può avere portare voce dei propri dipendenti o dell’amministratore delegato oppure quella di speaker professionisti. In ogni caso, la scelta migliore dipenderà dal progetto stesso. Vantaggi del corporate podcast I vantaggi che derivano dall’utilizzo del corporate podcast sono diversi: i podcast umanizzano il contenuto. Non c’è niente da fare, la voce ha il potere di connettere emotivamente le persone, molto più di una mail o di una circolare interna. Questo tipo di connessione sarebbe già sufficiente ad accorciare quella distanza sociale di cui parlavo prima. Facilità di fruizione: i podcast per definizione sono on demand e nomadici, cioè possono essere ascoltati anche in contesti diversi da quelli lavorativi, per esempio mentre si è in viaggio. Immaginate un commerciale o un capo area che è in continuo movimento, magari in macchina, tra un cliente e l’altro o tra i punto vendita. Potrebbe sfruttare gli spostamenti per tenersi aggiornato con le informazioni dell’azienda e sentirsi parte della squadra, anche a distanza. Facilità di gestione: possono essere raggruppati per tematica di interesse, per progetti o finalità, costruendo una comunicazione più ordinata e fruibile. Ben catalogata, in sostanza. Misurazione degli ascolti: rispetto a tanti altri strumenti come le mail, gli articoli del blog aziendale, ecc… è più facile misurarne la fruizione. Un metodo utile per capire quanto la comunicazione prodotta arriva alle persone, di conseguenza, quanto viene fruita.  Diventa, di fatto, un canale riservato a chi è abilitato e rafforza il legame tra i dipendenti stessi perché crea anche quel senso di community.  I contenuti audio per l’azienda, creati ad hoc da professionisti, permettono di parlare a tutti i collaboratori in una modalità decisamente più vicina e flessibile rispetto ad altri strumenti di diffusione delle informazioni tradizionali.  Insomma, i vantaggi non mancano e sono tante le applicazioni di un podcast aziendale per migliorare la comunicazione rivolta a tutti i collaboratori. Una carta in più da giocare per migliorare sia la qualità del lavoro che i risultati. Oltretutto, potresti fare la differenza e venire incontro ai nuovi bisogni dei tuoi collaboratori.  Se sei un manager o un imprenditore e vuoi accorciare le distanze tra azienda e dipendenti, possiamo guidarti nell’integrare il corporate podcast nella tua strategia di comunicazione per evolvere e migliorare l’engagement dei collaboratori. Contattaci direttamente scrivendoci a info@podstar.it e ti aiuteremo a realizzare il tuo podcast aziendale. Ester MemeoPodcast Coach, Producer specializzata in Podcast per il business e founder di Podstar. È membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione Italiana Podcasting. Autrice dello show “Podcast per il Business” e co-autrice del libro Come fare podcast in Biblioteca. Crede che il podcast sia un potente strumento di crescita culturale e sociale e che, ad oggi, sia l’unico media digitale libero e indipendente che permette di dare voce alle idee in modo autentico. [...] Read more...
Home » Libri » Progetta il Podcast di Alberto Pian: recensione Hai mai sentito parlare di Audio o Sonic Branding? Se la risposta è no ti chiedo: ti è mai successo di sentire una musica o un suono e subito associarla a un marchio, come per esempio la suoneria dei telefoni Nokia, il suono dell’avvio del tuo computer o il TUDUM di Netflix?  Quel particolare suono o melodia che rappresenta il marchio di un’azienda è un elemento del Sonic Branding. Tutto ciò che senti quando pensi a una marca è potenzialmente un elemento sonoro di branding: la musica degli annunci, il suono che accompagna un logo visivo, il sottofondo musicale usato nelle comunicazioni video o nei podcast, la musica di una sala d’attesa o anche i rumori che senti quando usi un prodotto.  In questo articolo ti parlerò del perché è importante per un brand avere una sua connotazione sonora, quali sono gli elementi che compongono il sonic branding, alcuni famosi casi di successo e consigli su come implementarlo. Cominciamo col darne una definizione e qualche cenno storico. Cos’è il Sonic Branding Il Sonic Branding è la creazione sistematica e strategica di tutto un linguaggio sonoro unico per un brand basato sulla sua essenza, visione, valori, personalità e le caratteristiche del suo pubblico. L’obiettivo è quello di creare una esperienza unica, un legame emotivo e cognitivo con i consumatori attraverso l’uso strategico del suono, aggiungendo un livello in più di riconoscimento e coerenza alla comunicazione dell’azienda, aumentando così la fedeltà dei consumatori e, di conseguenza, le vendite. Il concetto di Sonic Branding ha radici profonde nella storia del marketing: fin dagli albori della radio le aziende hanno cercato di creare jingle per promuovere i propri prodotti. Associando una melodia facile da memorizzare a un prodotto, i jingle hanno stabilito un legame tra quella musica e il prodotto. Tuttavia, col passare del tempo, sono emerse le limitazioni di questo approccio. I jingle, essendo più concentrati sulle parole che sugli elementi musicali in sé, possono variare completamente da una campagna pubblicitaria all’altra. I marchi hanno iniziato a comprendere l’importanza di offrire un’esperienza uditiva più completa, che vada oltre il singolo spot pubblicitario. Questa consapevolezza ha portato alla transizione dai tradizionali jingle al concetto più ampio del Sonic Branding, iniziata intorno agli anni Novanta. In altre parole, non si tratta solo di musica per pubblicità o di logo sonoro, ma piuttosto di un design attento e ispirato di tutti gli elementi sonori di un brand.    Importanza del Sonic Branding  La musica è il linguaggio universale per eccellenza: rappresenta un potente catalizzatore emotivo e uno strumento millenario di comunicazione che facilita l’espressione dei nostri stati d’animo. Dal punto di vista neurologico, la musica emerge come un mezzo ancor più efficace delle parole e delle immagini poiché favorisce il rilascio di dopamina, un neurotrasmettitore capace di incidere positivamente sull’umore e sulle emozioni. Lo studio “The Emotive Power Of Music in Advertising” condotto da Nielsen dimostra inequivocabilmente che uno spot pubblicitario non raggiungerebbe lo stesso impatto emotivo senza l’accompagnamento musicale. Il grafico evidenzia le disparità tra una pubblicità con e senza musica, considerando quattro parametri fondamentali: creatività, empatia, emotività e trasmissione d’informazioni. Quando la musica e i suoni utilizzati sono appositamente creati per comunicare il messaggio dell’azienda, l’impatto viene ulteriormente potenziato. Proprio come il logo visivo è immediatamente riconoscibile e associato a un’azienda, anche un suono distintivo può rafforzare questa connessione. Ma il Sonic Branding va oltre il semplice riconoscimento del marchio: è un potente strumento per creare una connessione emotiva con il pubblico. Pensiamo ancora al suono caratteristico del “TUDUM” di Netflix. Quando lo ascolti ti colleghi subito a un mix di sensazioni: relax, entusiasmo, gioia, aspettativa. Questa connessione emotiva contribuisce alla fidelizzazione del cliente e alla creazione di esperienze memorabili. Non basta però utilizzare qualsiasi musica sotto un video o un reel: è necessario usare la musica giusta che rappresenta la tua attività. Se hai fatto un lavoro di Visual Branding non penseresti mai di usare colori o fonti diversi a ogni tua comunicazione vero?  Lo stesso vale per il suono: tutti gli elementi sonori dovrebbero rispecchiare l’essenza della tua attività. Utilizzare ad ogni comunicazione musiche completamente diverse tra di loro oppure una musica che non rispecchia la proposta dell’attività, genera confusione e diffidenza da parte dei clienti. Utilizzare invece la musica giusta, meglio ancora se esclusiva e creata ad hoc, rafforza il messaggio del brand, genera coerenza e fiducia, oltre che immediata identificazione da parte di chi ascolta. Elementi del Sonic Branding Il Sonic Branding è composto da diversi elementi che contribuiscono alla creazione di un’identità sonora unica: il logo sonoro, l’Audio DNA, i jingle, le musiche esclusive, i vari suoni utilizzati nei siti o app, nonché il branding vocale.  Logo Sonoro È un breve suono o melodia distintiva che rappresenta il marchio in modo simile al logo visivo e viene spesso utilizzato all’inizio o alla fine di annunci pubblicitari, video aziendali o anche durante l’interazione con prodotti digitali. Ad esempio, il noto “Intel Inside” è un esempio di logo sonoro che immediatamente evoca l’immagine del marchio Intel. Audio DNA Si tratta di una breve composizione musicale che contiene tutto il vocabolario sonoro del brand, rappresentandone l’essenza e i valori, connettendosi emotivamente con il suo target. Qualsiasi altra musica o elemento sonoro ulteriore verrà sviluppato tenendo l’Audio DNA come fonte di ispirazione. Questo è l’elemento fondamentale da realizzare per avere coerenza sonora nelle comunicazioni.   Jingle Una piccola canzone facile da memorizzare e canticchiare che accompagna un spot pubblicitario. Qui il testo è l’elemento più importante, ma per un risultato ottimale a livello di branding, l’ideale è attingere agli elementi dell’identità sonora per costruire la musica intorno al messaggio testuale che si vuole trasmettere. Musiche esclusive Comprendono tutti i brani necessari per la comunicazione aziendale: dall’accompagnamento nei video istituzionali alle colonne sonore per presentazioni di diapositive o foto; dalla sigla del podcast alle tracce per reels e stories; dalla musica d’attesa alla musica ambiente; fino alle playlist personalizzate e altro ancora. Queste musiche sono esclusive, il che significa che non saranno disponibili per l’utilizzo da parte di altri.  Branding vocale Riguarda l’importanza di mantenere una voce e un tono coerenti nei contenuti audio associati al marchio e si estende oltre la semplice scelta di una voce per le pubblicità o le risposte vocali dei sistemi automatizzati di assistenza clienti. Coinvolge anche lo sviluppo di uno stile vocale unico e riconoscibile che rifletta l’essenza del marchio e si integri con la sua identità complessiva. Ogni voce ha una qualità timbrica, una personalità: una voce accattivante e piacevole può catturare l’attenzione degli utenti e aumentare il loro coinvolgimento con il contenuto del marchio. Esempi di successo dell’Audio Branding Vediamo alcuni esempi di marchi conosciuti che hanno fatto un ottimo lavoro di Sonic Branding che ha portato maggiore engagement e fidelizzazione: Mastercard Secondo la classifica Best Audio Brands 2021 stilata da AMP Sound Branding, Mastercard detiene il miglior Sound Branding del mondo. Ha sviluppato un’identità sonora completa che accompagna le sue comunicazioni e le esperienze dei clienti in tutto il mondo: ha creato tutto un suo paesaggio sonoro, con una libreria sonora completa che include una vasta gamma di suoni e diversi brani musicali che riflettono l’identità e i valori del marchio. Questi suoni vengono utilizzati in varie situazioni, come la conferma di un pagamento online, la ricezione di una notifica sull’app mobile di Mastercard o l’esperienza di pagamento nei negozi. L’obiettivo principale dell’audio branding di Mastercard è quello di creare un’esperienza sonora coerente e coinvolgente per i clienti, che si integri perfettamente con l’identità del marchio e contribuisca a rafforzare la sua presenza sul mercato. Mastercard ha anche investito in iniziative di Sonic branding che vanno oltre il puro aspetto commerciale, collaborando con musicisti e organizzazioni culturali per creare esperienze sonore uniche che vanno oltre il semplice scopo di marketing. L’approccio di Mastercard all’audio branding è stato ampiamente elogiato per la sua efficacia nel creare un legame emotivo con i consumatori e nel rafforzare l’immagine del marchio come innovativo, affidabile e all’avanguardia nel settore dei pagamenti digitali. McDonald’s Il gigante del settore alimentare, ha sapientemente sfruttato il potere dei jingle nel suo Sonic Branding. Il celebre slogan musicale “I’m lovin’ it” è diventato un’icona nelle campagne pubblicitarie del marchio, creando un’associazione istantanea con la gioia e il piacere del consumo dei loro prodotti. Questo jingle è stato lanciato nel 2003 come parte della prima campagna pubblicitaria globale di McDonald’s, un momento critico per la catena di fast food. L’associazione positiva evocata dal jingle ha contribuito in modo significativo a plasmare la percezione del marchio da parte del pubblico. BMW Nel settore automobilistico, BMW si è distinto per il suo approccio innovativo al Sonic branding. Ha sviluppato suoni distintivi per le sue auto, che vanno oltre il semplice rumore del motore. Questi suoni sono progettati per trasmettere un senso di lusso, prestigio e innovazione, contribuendo a differenziare le auto BMW dalla concorrenza e a creare un’esperienza sensoriale unica per i conducenti. Per la creazione del design sonoro della è stato coinvolto Hans Zimmer, uno dei più grandi compositori per film attuali, conosciutissimo per le sue colonne sonore per Dune, Interstellar e Inception. Alexa Amazon ha investito notevoli risorse nello sviluppo di una voce per Alexa che riflette non solo la sua tecnologia avanzata, ma anche la personalità e l’approccio amichevole del marchio. La voce di Alexa ha contribuito a creare una sensazione di fiducia e affidabilità tra gli utenti. Grazie alla sua voce calma e professionale, gli utenti si sentono confortati nell’affidarsi ad Alexa per compiti come la gestione delle attività domestiche, la ricerca di informazioni e lo shopping online. Implementazione del sound logo Creare un’identità sonora distintiva e efficace richiede una combinazione di creatività, strategia e competenza tecnica. Ecco alcuni suggerimenti pratici per sviluppare un Sonic brand unico: Conosci il tuo marchio: Prima di tutto, è fondamentale comprendere appieno la personalità, i valori, gli obiettivi della tua attività e il tuo cliente target. Quali emozioni vuoi evocare nei tuoi clienti? Quali messaggi chiave vuoi trasmettere? È fondamentale non basarsi sui gusti personali, quel che conta è cosa vuoi raccontare con la musica e qual è il percorso emotivo che vuoi fare provare ai tuoi clienti. Questa comprensione guiderà il processo di creazione. Sii unico e riconoscibile: La tua identità sonora dovrebbe essere distintiva e facilmente riconoscibile. Cerca di evitare cliché e di creare qualcosa di veramente originale che si distingua dalla concorrenza.  Semplicità e memorabilità: Mantieni il tuo logo sonoro breve, le melodie semplici e memorabili. Gli elementi sonori complessi o troppo lunghi rischiano di confondere il pubblico e sono difficili da ricordare. Test e feedback: Sperimenta diverse proposte e chiedi feedback a un campione rappresentativo del tuo pubblico target. Valuta le loro reazioni e apporta eventuali modifiche di conseguenza. Collabora con professionisti: Non sottovalutare l’importanza di collaborare con un compositore un sound designer e con professionisti della strategia di business e  del marketing. Queste persone hanno le competenze e l’esperienza necessarie per creare e implementare un’identità sonora di successo che si integri perfettamente con la tua strategia di branding complessiva. Integrazione multipla: Assicurati che gli elementi della tua identità sonora siano facilmente adattabili e integrabili nei diversi canali e punti di contatto con il cliente, come annunci pubblicitari, video online, siti web e podcast. La coerenza nell’uso del Sonic branding contribuirà a rafforzare il riconoscimento del marchio e a consolidare la sua identità sonora. Un buon esempio è il logo e la musica di sottofondo che ho creato per Effimero PaperLab, un brand che si definisce un “rifugio per sognatori ed anime senza tempo dove nascono mondi di carta veri a metà”. La musica e il logo sono semplici, facili da ricordare e trasmettono il messaggio principale dl brand: leggerezza, magia e sogno. Misurare il successo Quando si tratta di valutare l’efficacia del Sonic branding, è importante utilizzare metriche chiave di prestazione (KPI) che riflettano l’impatto degli elementi sonori sul marchio e sul pubblico: misurare il ricordo del marchio, la risposta emotiva, il coinvolgimento dell’utente e l’impatto sulle vendite combinando dati quantitativi e qualitativi per valutare l’impatto sul marchio e sull’esperienza del cliente. È possibile valutare la capacità dei consumatori di ricordare il marchio associato agli elementi sonori, come il sound logo o i jingle, attraverso sondaggi o ricerche di mercato. L’analisi delle reazioni emotive dei consumatori può essere effettuata attraverso monitoraggio fisiologico, come la misurazione del battito cardiaco o la conduttanza della pelle, oppure attraverso indagini qualitative per comprendere le associazioni emotive create dal sound logo.  È molto importante valutare quanto l’audio branding contribuisce all’engagement degli utenti con i contenuti del marchio, monitorando il tempo trascorso sui siti web o la percentuale di completamento di video pubblicitari, prima e dopo l’implementazione. L’impatto sulle vendite può essere analizzato tramite confronti prima e dopo l’introduzione delle strategie di audio branding o esperimenti controllati. Il feedback diretto dei clienti tramite sondaggi o recensioni online fornisce informazioni preziose sulle percezioni del marchio e sull’efficacia delle strategie di audio branding.  Infine, il coinvolgimento sui social media dei consumatori con i contenuti audio del marchio sui social media può essere monitorato attraverso metriche come il numero di condivisioni, i commenti e le menzioni del marchio.  Utilizzando una combinazione di queste metodologie, le aziende possono valutare l’efficacia delle loro strategie di audio branding e apportare eventuali aggiustamenti per ottimizzare i risultati. Una volta raccolti i dati, è fondamentale ascoltare attentamente il feedback del pubblico e analizzare i dati raccolti per identificare punti di forza e debolezza. Basandosi su queste informazioni, è possibile apportare modifiche e aggiornamenti al Sonic branding per ottimizzarne l’efficacia nel tempo. Mantenere il Sonic branding rilevante e allineato alle esigenze del pubblico richiede un impegno costante nel monitorare le tendenze di mercato e rispondere prontamente con aggiornamenti appropriati al sound logo e alla strategia di Sonic branding complessiva. In un panorama sempre più competitivo e saturato di stimoli audio visivi, il Sonic branding si è affermato come un elemento chiave nel marketing moderno, offrendo alle aziende un modo efficace per differenziarsi dalla concorrenza e creare connessioni emotive con il pubblico. “Il suono aggiunge una nuova e potente dimensione alla nostra identità di marca e rappresenta un elemento fondamentale per il modo in cui le persone ci riconoscono, sia oggi che in futuro”. Chief Marketing and Communications Officer di Mastercard, Raja Rajamannar. Conclusioni L’importanza del Sonic branding risiede nella sua capacità di aggiungere un livello di riconoscimento e coerenza alla comunicazione di un marchio. Attraverso loghi sonori distintivi, musiche memorabili e branding vocale coerente, le aziende possono creare un’identità sonora unica che si integra perfettamente con il loro marchio visivo e aiuta a consolidare la sua presenza emotiva nel mercato. Una ricerca condotta da Sentient Decision Science in collaborazione con Made Music Studio ha trovato che un utilizzo accurato di suoni e musiche può influenzare il desiderio di una persona di interagire o ignorare un brand dell’86%. Investire in Sonic branding non solo può contribuire a migliorare la memorabilità e la riconoscibilità del marchio, ma anche a creare esperienze più coinvolgenti e significative per i clienti. Collaborando con professionisti del settore e monitorando attentamente l’efficacia delle strategie di Sonic branding, le aziende possono ottenere vantaggi tangibili e differenziarsi positivamente nel mercato sempre più competitivo di oggi. Il Sonic branding rappresenta una potente leva di marketing che può trasformare il modo in cui le aziende si connettono con il loro pubblico e guidare il successo a lungo termine nel mercato moderno. Vuoi creare il Sonic Branding del tuo marchio? CONTATTACI Grasiela Setra DantasGrasiela Setra Dantas, compositrice, sound designer e clavicembalista brasiliana trapiantata in Italia da 17 anni, ha abbinato la sua passione per la musica alla missione di raccontare storie attraverso suoni. Ama tradurre in musica le emozioni dei film e dei videogiochi e, collaborando con il team di Business Strategists di Pocket Manager, porta il concetto di Audio Branding alle piccole e micro imprese, creando melodie che ne riflettono l’essenza e i valori. Appassionata di astronomia, adora scrutare le stelle tanto quanto le note, immergersi nella mitologia e riconnettersi con la natura. [...] Read more...
Home » Libri » Progetta il Podcast di Alberto Pian: recensione Nel mondo della content strategy, il podcast marketing si sta ritagliando uno spazio sempre più specifico e ambito dai brand. Finalmente è chiaro che il linguaggio audio si presta perfettamente al marketing relazionale, creando una connessione forte con il pubblico. Nei prossimi paragrafi, ti spiegheremo come creare una strategia di podcast marketing per il tuo business, applicabile a qualsiasi tipo di attività. Podcast Marketing: cos’è e quali sono i vantaggi per il tuo business Leggi tutto Perché serve una strategia di podcast marketing Conoscere il contesto è fondamentale per comunicare in modo efficace. Questo vale per tutti i tipi di contenuti, inclusi i podcast. Senza una strategia di content marketing per podcast, si rischia di non essere ascoltati. Un podcast di successo richiede un piano ben costruito che tenga conto di diverse variabili. Ancor prima di creare contenuti audio, è necessario chiarire il contesto interno ed esterno e sviluppare una strategia adatta al proprio caso. Il podcast marketing è un canale di ingresso per il nostro funnel, e conoscere e pianificare la customer journey dei potenziali clienti è essenziale. Crea un progetto di podcast marketing Senza un progetto è difficile, se non impossibile, che un’idea diventi ciò che ti aspetti. Creare un progetto di podcast marketing ti permette di mantenere il focus, gestire bene le risorse e ottimizzare i processi in modo chiaro e realistico.  Arrivo da una formazione aziendale strutturata in cui i progetti erano fondamentali per concretizzare alcuni obiettivi strategici. Vista la loro efficacia, il mio approccio è progettuale, anche per il podcast. Dopotutto è un prodotto editoriale che supporterà il tuo business. Direi che vale la pena mettersi a tavolino e valutare alcune cose prima di iniziare l’avventura.  Per fare questo avrai bisogno di: identificare obiettivi,  analizzare il contesto  definire il pubblico  selezionare gli argomenti tradurli nel formato editoriale migliore per te.  Vediamoli insieme. Definisci gli obiettivi Si parte sempre dagli obiettivi, dallo scopo per cui vuoi comunicare e cosa vuoi raggiungere. Questa è la base che deve accompagnare sempre tutto il processo di marketing dei tuoi contenuti audio. Li possiamo suddividere in due tipologie: obiettivi di business obiettivi di progetto. Gli obiettivi di business coprono un orizzonte strategico e temporale più ampio del singolo progetto. Riguardano l’intera tua attività e si traducono in tattiche specifiche declinabili in diversi contesti e azioni.  Gli obiettivi di progetto sono un “di cui” degli obiettivi di business e si riferiscono esattamente a ciò che prevedi di raggiungere attraverso il podcast stesso. Sono necessari perché senza di essi non avresti un criterio per valutarne la riuscita. Questo significa che devono essere misurabili e specifici.  Considerato che il podcast marketing serve a promuovere il tuo business, va da sé che gli obiettivi di progetto devono essere allineati agli obiettivi di business.  Se stai iniziando ora un’attività come professionista o ti affacci in un mercato nuovo, stabilire prima gli obiettivi di business è fondamentale. Ti aiuta a mantenere il focus su tutto il resto delle azioni che metterai in piedi nel tuo progetto. Stabilisci i tuoi KPI Obiettivi misurabili in base a cosa? Qui entrano in gioco i KPI (Key Performance Indicator), ovvero quelle metriche interne che ti permettono di capire se il tuo podcast marketing sta davvero performando verso i risultati attesi.  Tieni presente che, come per ogni contenuto, gli indicatori di performance devono basarsi su obiettivi per i quali hai il controllo. Altrimenti non possiamo aggiustare il tiro qualora ci accorgiamo che qualcosa non sta funzionando come vorremmo.  I KPI si decidono in fase progettuale perché da questi deriveranno alcune scelte relative alla realizzazione del podcast e la sua integrazione nell’intera comunicazione del brand. Analizza il contesto Ora che hai scritto bene gli obiettivi e stabilito i KPI, analizza il contesto che ti circonda. Non puoi ignorare il mercato e la concorrenza. Questi due elementi ti servono per capire come puoi posizionarti e come far emergere il tuo elemento differenziante. Il contesto da analizzare riguarda sia il tuo settore di riferimento nella sua totalità, sia i contenuti audio già presenti online per gli argomenti di cui vuoi parlare.  Quindi, studia i competitor: chi sono? come comunicano? cosa offrono? su quali piattaforme stanno comunicando? Hanno già un podcast? Forse puoi conquistare uno spazio non ancora presidiato.  Ricorda che l’elemento differenziante non risiede solo nel tipo di prodotto, servizio e modalità di erogazione che offri. Potrebbe riguardare anche il modo in cui comunichi, gli strumenti che usi, lo stile e la personalità.  Individua il tuo pubblico di riferimento Decidere fin da subito a chi comunicare è la base per costruire contenuti che convertono. Se non hai in testa la target audience per il tuo podcast marketing, stai sprecando energie.  Rivolgersi a tutti non è mai la scelta migliore in nessun canale di comunicazione, tanto meno nel podcast. A parità di argomento, il linguaggio, il tono di voce, la scelta degli argomenti potrebbero essere declinati in modi completamente diversi a seconda della persona a cui parli. Questo perché le persone possono avere un livello di conoscenza diversa su una stessa tematica, ma anche bisogni, desideri e interessi differenti.  Se hai già un’attività, inizia ragionando su chi sono oggi le persone che si rivolgono a te o alla tua azienda. Scegli gli argomenti podcast  Visto che stiamo parlando di podcast marketing, l’argomento centrale del podcast deve vertere su temi che riguardano il tuo brand o che lo supportino in modo sostanziale.  Questo significa che puoi decidere di parlare direttamente di una tematica legata al tuo core business oppure scegliere un argomento correlato che riguardi una sfaccettatura del tuo brand o un metodo che applichi con successo. L’importante è che raggiunga lo scopo che ti sei prefissato all’interno dei tuoi obiettivi di business (ricordi? sono quelli più ampi a cui il progetto deve tendere). Infatti, la finalità di un podcast può essere: informare attraverso contenuti di divulgazione  formare con contenuti didattici e specifici  intrattenere. A seconda della finalità, gli argomenti che affronterai puntata dopo puntata devono necessariamente essere coerenti con gli obiettivi che ti sei posto. Non solo, devono anche tenere conto della fase di funnel entro cui si inseriscono i tuoi contenuti.  Nella progettazione del podcast devi tenerne conto.  Il formato editoriale Da un punto di vista strategico, la scelta del formato editoriale implica il tenere conto delle risorse che si hanno a disposizione, sia in termini di budget sia in termini di tempo. Ci sono formati complessi, come ad esempio quelli narrativi, che richiedono tempi e costi di produzione più alti rispetto a un podcast talk a una o due voci. Ci sono formati che richiedono competenze tecniche o autoriali più specifiche rispetto ad altri e formati che invece sono adatti a podcast con un budget più ridotto.  Dunque, in fase di progettazione, è importante capire quali risorse e quali limiti abbiamo per portare avanti il nostro podcast marketing.  Integra il podcast nel tuo ecosistema comunicativo Cosa significa integrare il podcast nel tuo sistema comunicativo? Te lo spiego con un esempio. Immagina un macchinario con diversi ingranaggi. Ogni ingranaggio è un singolo componente che lavora in modo autonomo secondo tempi e modalità predefinite. Singolarmente non porta al risultato finale ma concorre a far funzionare tutto il macchinario nella sua interezza.  Applicando questo esempio al nostro argomento, il macchinario è il tuo business e i singoli ingranaggi sono i canali di comunicazione. Ciascuno di essi lavora in base a logiche e tempi specifici, ma solo insieme concorrono a far funzionare l’intero business.  Promozione Podcast: strategie efficaci per il 2024 Leggi tutto Il podcast è uno degli ingranaggi del tuo business che concorre a farti raggiungere gli obiettivi. Da solo però non ha la capacità di far funzionare tutto il macchinario. Serve che lavori in un sistema più ampio composto da altri canali.  I canali di comunicazione che si integrano al podcast marketing sono: social media sito web newsletter video blog gruppi o piattaforme riservati Quali canali hai già attivi nella tua comunicazione? Se stai partendo ora con il tuo business, il consiglio è sempre quello di attivare il canale che ti permette di convertire nel modo più ottimale possibile. Pubblicare il podcast su più piattaforme Il podcast è un contenuto audio fruibile online in modalità on demand. Per poterlo rendere disponibile al pubblico hai bisogno di una piattaforma hosting su cui caricare le singole tracce audio. L’hosting genera un file strutturato chiamato feed RSS attraverso cui dialoga con le singole piattaforme di distribuzione.In questo modo gli utenti possono ascoltare il podcast sulla propria app preferita come Apple Podcast, Spotify, Google Podcast, Amazon Music, per citare le principali.  La possibilità di pubblicare il podcast su più piattaforme non crea nessun tipo di problema di contenuti duplicati, in quanto ciascuna app di ascolto distribuisce lo stesso unico feed RSS generato appunto dall’hosting.  C’è di più. Il fatto che i contenuti audio siano fruibili attraverso queste piattaforme ti consente di presidiare nuovi canali di comunicazione che attraverso altri formati non potresti presidiare. Inoltre, sono piattaforme che gli utenti usano già per ascoltare musica, audiolibri, e potrebbero essere intercettate per l’ascolto dei podcast.  Promuovi il tuo podcast marketing Se fai un podcast ma nessuno sa che esiste, è come non averlo fatto. Questo in realtà vale anche per tutti i tipi di contenuti come il blog, la newsletter, il video, ecc. A maggior ragione il podcast che è un media relativamente nuovo.  Ogni contenuto ha bisogno di un altro contenuto per essere conosciuto. Quindi devi promuovere il tuo podcast attraverso altri canali. Questo è un aspetto da tenere sempre a mente perché determina parte del raggiungimento del risultato atteso.  Dunque la promozione del podcast è una fase importante che va preventivamente pianificata e organizzata tenendo conto degli obiettivi, del budget e della struttura del tuo business. Può riguardare strumenti gratuiti o a pagamento con effort più o meno impattanti. Ma non puoi esimerti dal farla.  Il mio consiglio è diversificare gli strumenti di promozione e selezionarli in base alla propria audience.  Affidati a una podcast factory Ora che hai imparato come creare una strategia di podcast marketing, qual è la tappa successiva? L’esecuzione del processo! Ti sembra complesso? In effetti lo è, soprattutto se non conosci il mezzo di comunicazione o non hai mai strutturato un progetto del genere.  Fare podcast richiede competenze specifiche di diverso tipo che vanno dal project management al marketing, dalla scrittura o revisione dei copioni alla post produzione audio, dal graphic design alla promozione del podcast.  In base al tipo di progetto è importante capire cosa serve per fare un lavoro professionale e chi coinvolgere.  Una podcast factory si occupa di definire tutto il processo di realizzazione di un podcast, dalla strategia alla produzione, dalla distribuzione alla promozione. identificare le attività, dettare i tempi, selezionare i professionisti più adeguati, fare da tramite tra il tuo brand e il team di professionisti formare e seguire i clienti per creare un prodotto unico. Se stai pensando di creare il un tuo podcast marketing per promuovere il tuo business, scrivici a info@podstar.it e saremo felici di valutare il tuo tuo progetto. Ester MemeoPodcast Coach, Producer specializzata in Podcast per il business e founder di Podstar. È membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione Italiana Podcasting. Autrice dello show “Podcast per il Business” e co-autrice del libro Come fare podcast in Biblioteca. Crede che il podcast sia un potente strumento di crescita culturale e sociale e che, ad oggi, sia l’unico media digitale libero e indipendente che permette di dare voce alle idee in modo autentico. [...] Read more...
Home » Libri » Progetta il Podcast di Alberto Pian: recensione Progetta il podcast per passione, lavoro, formazione di Alberto Pian è una guida completa per coloro che desiderano creare un podcast di successo, ma non solo. Contenuti nascondi 1 Trama di Progetta il podcast per passione, lavoro e formazione 1.1 Pianificazione, formazione continua e promozione 2 Progetta il podcast per passione, lavoro, formazione: la mia recensione Che tu sia un neofita in materia, un aspirante podcaster o un addetto ai lavori, troverai l’ebook di Alberto Pian ricco di spunti utili. Oltre alla mia recensione, naturalmente, ti consiglio di leggere il libro, se vuoi far decollare il tuo progetto audio o dargli una nuova sferzata di energia, se è già online. In questa recensione, oltre a raccontarti dei temi trattati da Alberto Pian nel suo libro, voglio condividere con te dei concetti take away. Si tratta di vere e proprie strategie per mettere mano al tuo prossimo progetto audio e far sentire la tua voce a tutti. Trama di Progetta il podcast per passione, lavoro e formazione La trama di “Progetta il podcast per passione, lavoro, formazione” si sviluppa attraverso vari capitoli che sembrano rappresentare i vagoni di un treno. Ciascun topic è come una carrozza, collegata alla precedente così come alla successiva. Ogni azione è propedeutica alla successiva per supportare ciascun utente nel realizzare un progetto audio, rendendolo di interesse per il pubblico in target.  Alberto Pian apre l’ebook narrando l’importanza di avere una passione e di scovarla, per metterla a frutto. Sentire forte una passione, rappresenta, infatti, una vera e propria spinta emotiva, capace di guidare un podcaster nell’identificare il tema del proprio progetto. Inoltre, è la passione a essere complice di quel fuoco che ci nasce dentro e ci permette di “pagare il prezzo”. Fare un lavoro costante, consistente e con un impegno di lungo periodo, ad esempio per creare contenuti di alta  qualità, richiede una grande passione. Il pubblico non solo percepirà tutto questo, ma deciderà probabilmente di seguirci perché la nostra passione è ciò che ci rende autentici.   L’autore, quindi, sottolinea l’importanza di capire cosa ci arde dentro e condividerlo con il proprio pubblico. Ad esempio, se il podcast che si vuole realizzare si concentra sull’arte culinaria, il Creator dovrebbe avere una passione genuina per la cucina e la gastronomia. Questo tipo di entusiasmo si rifletterà intrinsecamente nel tone of voice e nel contenuto del podcast, rendendolo più coinvolgente per gli ascoltatori. Ma, come potrai immaginare, solo la passione non basta per avviare un podcast. L’autore, infatti, evidenzia anche altri aspetti che contribuiscono a validare e rendere vincente l’idea di partenza. La creazione e la gestione di un podcast, ad esempio, richiedono un impegno costante nel tempo.  Affinché un progetto di lavoro sia sostenibile bisogna definire in modo molto oggettivo quali saranno le strategie da implementare e il carico di lavoro. In aggiunta a ciò, sarà necessario considerare a priori il tempo necessario da dedicare, ad esempio, alle seguenti attività: ricerca di argomenti interessanti; registrazione degli episodi; editing e montaggio; promozione del podcast su diverse piattaforme; scouting di ospiti interessanti da intervistare. Questo solo per citarne alcune perché l’elenco potrebbe essere ben più lungo. Senza un lavoro diligente e costante, il podcast rischia perciò di perdere slancio e interesse. Senza una progettazione e una pianificazione adeguate, anche il podcaster stesso perderà progressivamente interesse verso il proprio progetto, finendo per abbandonarlo strada facendo.  Pianificazione, formazione continua e promozione Affinché ciò non accada, l’autore mette in evidenza un altro tassello fondamentale che, se da un lato è sintomo della buona gestione di un progetto, dall’altro richiede di sviluppare un determinato mindset. Sto parlando della pianificazione, senza la quale è pressoché impossibile stabilire la rotta che si vuole seguire e raggiungere, di conseguenza, i risultati sperati. Entrando nel concreto e parlando di un podcast, ti starai chiedendo cosa è necessario pianificare. Uno degli esempi chiave illustrati nel libro “Progetta il podcast per passione, lavoro, formazione” riguarda, ad esempio, l’importanza di pianificare in anticipo il formato e il tema centrale del podcast.  Per fare ciò, Pian suggerisce di creare una mappa concettuale e un piano editoriale, due strumenti utili per stabilire gli argomenti da affrontare anche nei singoli episodi. Inoltre, entrambi servono ad assicurarsi che il podcast abbia una struttura coerente, oltreché ben definita, così come il messaggio che si vuole dare al pubblico. Inoltre, come per qualsiasi professionista – non solo per i Podcast Producers – vale una regola aurea: dedicarsi alla formazione continua. Migliorando la propria efficienza, abilità tecniche e narrative, come lo storytelling, possiamo elevare la qualità del nostro lavoro. Come racconto in un mio articolo, fare podcast infatti è anche un importante strumento per fare personal branding.  In aggiunta a ciò, anche partecipare a corsi e workshop di formazione, tenuti da esperti del settore, è un modo più che valido per affinare le proprie skills. In sostanza, l’apprendimento continuo non è mai un’opzione: è un investimento fondamentale. Tra i molti consigli utili condivisi da Pian, inoltre, vi è quello di studiare altri podcast di successo. Ovviamente non per copiare alcunché, ma per analizzare le tecniche utilizzate da altri Creators. Non ultima, in ordine di importanza, è la chicca dell’autore che accende l’occhio di bue sull’importanza della promozione. L’ebook è una fonte generosa di consigli pratici su come promuovere il proprio podcast, per aumentarne la visibilità e attrarre nuovi ascoltatori.  Ad esempio, suggerisce di utilizzare i social media per condividere i singoli episodi, collaborare con altri podcaster o influencer nel proprio settore di riferimento, o ancora, partecipare a eventi per fare networking e far conoscere il proprio podcast. Acquista ora Progetta il podcast per passione, lavoro, formazione: la mia recensione Come avrai capito, l’ebook di Alberto Pian è una risorsa preziosa per chiunque desideri avviare un podcast di successo o rendere tale il progetto che ha già lanciato. Con una combinazione di saggezza pratica e ispirazione motivazionale, Pian guida i lettori attraverso ogni fase del processo. Dal concepimento dell’idea, alla creazione del format, alla gestione tecnica del podcast, sino alla promozione del prodotto finale. Da addetta ai lavori, trovo che l’autore abbia realizzato una guida dettagliata su ciascuna fase di produzione e post-produzione. Nulla è lasciato al caso, nemmeno la selezione dell’attrezzatura minima necessaria per partire e registrare i primi campioni audio.  In generale, trovo che questo ebook abbia molti punti di forza. Uno, tra questi, è l’accento che Alberto pone sull’importanza della passione. Pian sottolinea, infatti, che la passione è il motore principale di qualsiasi podcast di successo. Senza mai banalizzare questo concetto, offre piuttosto suggerimenti su come individuare e coltivare la propria, per creare contenuti autentici e coinvolgenti. Come Podcast Coach conosco bene quali e quante sono le sfide del podcasting. Il nuovo progetto Podstar che ho avviato nel 2003, e di cui sono Founder, si occupa anche di questo. Il team di Podstar, infatti, sostiene e affianca i podcaster nella realizzazione di progetti di interesse comune. Tra quelli già diffusi sulle principali piattaforme i temi trattati, ad esempio, raccontano di sostenibilità, di come facilitare la fruizione dei servizi pubblici da parte dei cittadini, solo per citare alcuni casi oramai di successo. Infine, credo che tutte le idee meritino di essere ascoltate. Una delle caratteristiche che ho più apprezzato nell’ebook di Alberto Pian è proprio la sua accessibilità.   Le informazioni sono presentate in modo chiaro e comprensibile a una platea eterogenea, pur trattando, a tratti, anche dei tecnicismi tipici del settore. Pian è riuscito nell’intento di rendere questa lettura una valida guida anche per chi si avvicina per la prima volta al mondo del podcasting. Tuttavia, anche i podcaster navigati non ne rimarranno delusi, ma vi troveranno utili approfondimenti per far brillare ancora di più il proprio titolo sulle migliori piattaforme. Se tutto ciò che hai letto stuzzica la tua idea di avviare il tuo podcast ma hai ancora sotto chiave il tuo sogno nel cassetto, ti invito a leggere altri buoni motivi per realizzare un podcast. Ester MemeoPodcast Coach, Producer specializzata in Podcast per il business e founder di Podstar. È membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione Italiana Podcasting. Autrice dello show “Podcast per il Business” e co-autrice del libro Come fare podcast in Biblioteca. Crede che il podcast sia un potente strumento di crescita culturale e sociale e che, ad oggi, sia l’unico media digitale libero e indipendente che permette di dare voce alle idee in modo autentico. [...] Read more...
Home » Libri » Progetta il Podcast di Alberto Pian: recensione Una delle richieste più frequenti che ci arriva dai podcaster riguarda la promozione del podcast. E siamo più che d’accordo, considerando che ogni mese escono oltre 800mila nuovi episodi in tutto il mondo, e solo in italia abbiamo raggiunto nel 2024 un catalogo di podcast prodotti che supera i 40mila. Emergere può sembrare un’impresa. Ma vogliamo ridimensionare la tua preoccupazione dicendoti che una promozione podcast strategica e mirata può fare la differenza tra passare inosservati e scalare le classifiche di ascolto. La capacità di promuovere un podcast efficacemente si basa non solo sulla qualità dei contenuti, ma anche sulla scelta delle strategie di promozione più adatte al proprio target. Questo rende la promozione un aspetto cruciale per chiunque voglia raggiungere e mantenere un’audience significativa. Il percorso verso una promozione efficace richiede una pianificazione dettagliata, l’adozione di diversi strumenti e canali – come social media, sito web, comunicati stampa, e SEO – e l’applicazione di tecniche che incrementino la visibilità e il coinvolgimento del pubblico.  In questo articolo, esploreremo perché è fondamentale promuovere un podcast e come organizzare le varie fasi di promozione, dal pre-lancio al post-lancio, includendo strategie come campagne di advertising, la creazione di una landing page dedicata, e la gestione di una newsletter di lancio. Forniremo inoltre consigli pratici per mantenere l’interesse degli ascoltatori, puntando sulla multicanalità e sull’importanza delle recensioni e iscrizioni, per assicurare una promozione podcast non solo efficace, ma anche duratura nel tempo. Perché è Importante Promuovere un Podcast Sfide della Discoverability Una delle principali sfide che i creatori di podcast affrontano è la discoverability, ovvero la capacità di essere scoperti dal pubblico. Questo problema è amplificato dal fatto che, in un mercato saturato, senza una promozione adeguata, anche i contenuti di qualità possono rimanere inosservati. La discoverability è quindi un ostacolo che richiede strategie mirate e un impegno costante per essere superato. Importanza della Promozione nel Marketing La promozione di un podcast non è solo una fase aggiuntiva, ma è una componente fondamentale della strategia di marketing di un brand o di un podcaster indipendente. Deve essere pianificata fin dalle prime fasi di sviluppo del podcast, integrando tecniche come l’uso di social media, SEO, e la creazione di una landing page dedicata. Questi strumenti non solo aumentano la visibilità ma rafforzano anche il legame con gli ascoltatori, trasformando l’ascolto in un’azione più impegnata e coinvolgente. Promuovere efficacemente un podcast significa quindi non solo aumentare il numero di ascoltatori ma anche costruire una comunità fedele e attiva attorno al proprio contenuto. Pianificazione delle Fasi di Promozione Strategia di Pre-Lancio La fase di pre-lancio è cruciale per scaldare il pubblico e creare aspettativa. Può durare anche diverse settimane. Anzi, è più fruttuosa se fatta con largo anticipo.  È il momento in cui inizi a informare il pubblico di ciò su cui stai lavorando, senza spoilerare troppo ma fornendo qualche indizio su ciò che definiamo “coming soon”.  I social in questo caso sono ottimi canali di comunicazione. Parlare alla tua community online è il primo passo per creare una futura fan base di ascoltatori. Se i tuoi follower sono ingaggiati per primi, saranno loro stessi ad aiutarti ad espandere la voce e ad allargare il pubblico. Condividi i dietro le quinte del tuo lavoro, gli strumenti che usi, racconta il processo che stai adottando, e anche il motivo che ti spinge (o ti ha spinto) a iniziare questo podcast.  Strategia di Lancio Il lancio di un podcast richiede un impegno intensivo in comunicazione per massimizzare il coinvolgimento e suscitare interesse. Devi sfruttare ogni leva possibile. Se lo hai già scaldato a dovere nella fase di pre-lancio, la curiosità di ascoltare il lavoro che ti è costato mesi di impegno, giocherà a tuo favore.  Non fare l’errore che una sola comunicazione basti a stimolare l’interesse. Dovrai essere bravo/a a presidiare tutti i canali e a fare una comunicazione più intensa del solito. Non avere paura di creare più reminder. Non sempre le persone che leggono un singolo post hanno la possibilità di ascoltare subito la puntata. Può darsi che non sia il momento giusto per farlo, oppure semplicemente se ne dimenticano. Quindi struttura una comunicazione costante e diversificata. Ma attenzione a una cosa: evita di fare spam incondizionato del tuo podcast, a taggare persone sui social per ogni post che pubblichi o a mandare mail fredde e asettiche nella speranza di essere ricondivisi o contattati. Una comunicazione intensa è giusto farla ma con criterio e sondando l’interesse. Tutto si deve sempre basare su relazioni e connessioni ben costruite e reciproche. Lo spam non piace a nessuno, per cui ricorda di non forzare la mano.  Quindi ben venga l’utilizzo dei social media per condividere clip, highlight degli episodi, dirette social con i collaboratori, reel, short su YouTube per aumentare la visibilità e l’interazione con il pubblico. E poi ricorda di distribuire il podcast su tutte le principali piattaforme di streaming come Spotify, Apple Podcasts, YouTube e Amazon Music, per raggiungere un pubblico ampio. Non c’è rischio di sovrapposizione, anzi, in più app è distribuito il tuo podcast, maggiore sarà il pubblico che puoi raggiungere.  E poi, ogni piattaforma ha le sue logiche algoritmiche, per cui potresti finire in classifica per una determinata categoria su una di queste mentre altrove no. Perché perdersi questa opportunità? Strategia di Post-Lancio La promozione non termina con il lancio; anzi, una strategia di post-lancio ben strutturata è fondamentale per mantenere l’interesse e la fedeltà degli ascoltatori.  Questo vale sia per podcast autoconclusivi, come le serie, sia per gli episodici continuativi.  Per evitare che il post lancio, nel tempo, ti porti a perdere l’attenzione di tutto quel pubblico che hai faticosamente scaldato nelle due fasi precedenti, è importante strutturare un processo sostenibile e che ti consenta di essere costante e presente. La promozione post lancio va pianificata in fase di progettazione esattamente come le altre due fasi. Perché sebbene meno intensa, è quella che poi resta a regime. Questa fase va studiata ad hoc per singolo progetto anche perché le modalità possono cambiare a seconda del target che si vuole raggiungere, il genere del podcast e i tipi di contenuti.  Se il podcast è uno strumento di marketing a supporto del tuo business, ricorda di usarlo come risorsa sempre disponibile a chiunque entri in contatto con te.   È altrettanto importante monitorare e analizzare le performance per ottimizzare continuamente la strategia di promozione. Strumenti e Canali per la Promozione Ecco alcuni dei più usati canali per promuovere un podcast in modo organico. Utilizzo dei Social Media I social media sicuramente sono uno strumento essenziale nella promozione di un podcast. Lo abbiamo visto nei paragrafi precedent: creare una community attiva sui social media aumenta l’engagement, ma anche la portata del pubblico che puoi raggiungere.  Non è necessario presidiarli proprio tutti. Scegli quelli che ritieni più adatti al tuo pubblico, perché è quello che ci interessa. Se parli di argomenti B2B o rivolgi a un pubblico professionista, forse LinkedIn può essere più efficace di TikTok. Se i tuoi ascoltatori sono giovani o giovanissimi, valuta social più adatti a quel target.  Vai dove sono le persone che interessano a te e potrebbero essere interessate al tuo podcast. Creazione di Landing Page Una landing page efficace dedicata al tuo podcast ti aiuta a convertire i visitatori in ascoltatori regolari. Queste pagine devono essere ottimizzate presentando chiaramente il podcast, offrendo anteprime, incoraggiando l’iscrizione tramite form di contatto o iscrizione alla newsletter.  E poi ti è utile per sfruttare la SEO in modo strategico ed essere trovato sui motori di ricerca.  Newsletter  Le newsletter sono uno strumento potente per mantenere il contatto con gli ascoltatori e informarli su nuovi episodi o eventi speciali. Se non ne hai ancora una, puoi sfruttare quella di LinkedIn oppure di Substack, gratuite e semplici da usare. Puoi persino inserire nel testo il player di ascolto di una puntata.  Se poi già usi una piattaforma di email marketing e desideri usare il podcast come strumento di lead generation, allora potresti preparare un episodio esclusivo per chi si iscrive e aumentare l’engagement del tuo pubblico.  SEO  Ottimizzare il podcast per i motori di ricerca è un altro pilastro fondamentale per mantenere l’interesse nel tempo. L‘indicizzazione dei podcast da parte di Google e l’uso strategico delle parole chiave nelle descrizioni aiutano a migliorare la visibilità e a raggiungere nuovi potenziali ascoltatori.  La trascrizione degli episodi migliora l’accessibilità e la SEO, rendendo il contenuto disponibile anche a chi preferisce leggere piuttosto che ascoltare. Conclusioni Nel corso di questo articolo, abbiamo approfondito le modalità e le strategie per promuovere efficacemente un podcast nel 2024, evidenziando l’importanza di una pianificazione mirata e l’utilizzo di strumenti e canali vari per raggiungere e coinvolgere un’audience sempre più ampia.  Abbiamo esplorato come le fasi di pre-lancio, lancio e post-lancio, se ben organizzate, rappresentino le pietre miliari per costruire e mantenere l’interesse degli ascoltatori, sottolineando l’importanza di adottare un approccio multicanale e di sfruttare le potenzialità del marketing digitale. Certo, le tecniche possono variare da podcast a podcast e da budget a budget. Quindi il consiglio è valutare già in fase di progettazione quali canali vuoi usare e quanto budget vuoi spendere per promuovere il tuo podcast. Dopodiché metti a punto un piano di promozione che comprenda più tecniche e strumenti.  Se vuoi un supporto per definire un piano di promozione personalizzato, scrivici a: info@podstar.it e ti aiuteremo a farlo. [...] Read more...
Home » Libri » Progetta il Podcast di Alberto Pian: recensione Per podcast marketing si intende l’uso di contenuti audio come strumento per accrescere il proprio business. Una strategia che si sta rivelando vincente, sia per l’impatto del podcast sul mercato italiano, sia per la natura stessa del mezzo. Negli ultimi anni il podcast in Italia ha raggiunto tassi di crescita tra i più alti della comunicazione digitale, in termini di produzione e ascolti, aprendo così nuove opportunità per aziende e liberi professionisti. I brand più attenti hanno cavalcato l’onda e hanno sfruttato questo nuovo media a loro vantaggio per presidiare piattaforme non ancora affollate. Se stai leggendo questo articolo forse non sei ancora tra questi, ma l’argomento ti interessa e vuoi capire come e perché il podcast è uno strumento da prendere in considerazione se hai un business. Fare marketing con il podcast ha i suoi vantaggi. Come vedremo, le caratteristiche intrinseche del podcast lo annoverano di fatto come un format del tutto nuovo, capace di colmare gap di fruizione che altri canali non possono soddisfare. La chiave sta nel capire in cosa si differenzia e quando diventa davvero uno strumento vincente. Iniziamo col dare un significato alla parola podcast marketing. Cos’è il podcast marketing Se vogliamo darne una definizione esaustiva dobbiamo partire dal significato di content marketing: “Il content marketing è un processo di business che si basa sulla creazione e la diffusione di contenuti di qualità capaci di attrarre, coinvolgere e accompagnare un pubblico ben definito nel percorso decisionale, dalla scoperta del brand alla fase di acquisto.” L’obiettivo del content marketing è quello di aumentare le vendite dei tuoi prodotti o servizi grazie alla diffusione di informazioni, consigli utili, esperienze o risposte ai problemi comuni del tuo target di riferimento. E quindi, rispondere ai bisogni delle persone e dare loro ciò che vogliono. Probabilmente anche tu, che ora stai leggendo questo articolo, sei arrivato qui perché stavi cercando una risposta. Il content marketing fa questo: informa, educa, ispira e coinvolge per poi portarti a scegliere con più consapevolezza. Il fatto è che di contenuti ne siamo ormai sommersi ed emergere è davvero difficile. Basti pensare a quanti risultati compaiono quando fai una domanda sui motori di ricerca. Sarai d’accordo con me che oggi non è più solo la qualità di un prodotto o di un servizio a determinare le vendite. Se ci mettiamo per un attimo il cappello del consumatore, la risposta è chiara: tu e io acquistiamo spinti anche da altri fattori. Cerchiamo risposte ai nostri bisogni, consigli utili, esperienze in cui riconoscersi, cerchiamo soluzioni ai problemi. Ma soprattutto cerchiamo persone a cui affidarci. E come facciamo a fidarci se non sappiamo chi c’è dietro a quel brand? Se non conosciamo i valori di cui si fa portavoce e quale etica porta avanti? Questo è ciò che si chiama marketing di relazione. Ed è questo su cui si basa il podcast marketing. Dunque, qual è il segreto? Citando le parole dell’esperto di comunicazione d’impresa Salvatore Russo “un brand non deve essere perfetto, ma vero”. Questo vuol dire farsi conoscere per ciò che siamo, la personalità, il nostro tono di voce. Non in modo asettico. La perfezione non fa innamorare nessuno. Piuttosto, diventiamo attrattivi quando siamo veri. È questa la chiave di successo: essere autentici. L’autenticità è ciò che porta ad instaurare una relazione con il tuo pubblico. Una relazione che giorno dopo giorno ti farà scegliere, grazie ai contenuti, fino a far diventare clienti i tuoi utenti. Ed è qui che entra in gioco il podcast marketing. Ma prima di addentrarci nei vantaggi di usare questo strumento, diamo uno sguardo al panorama italiano del podcast. I numeri del mercato podcast italiano Il podcasting è in continua crescita, anche in Italia. Ha avuto il primo vero slancio a fine 2017, grazie alle inchieste giornalistiche di Pablo Trincia su un caso di cronaca italiano, con la serie Veleno. Questo succedeva solo tre anni dopo il boom registrato negli USA, con una serie altrettanto famosa dal titolo Serial. Da quel momento, il mercato del podcasting in Italia non si è più fermato. Anzi, continua ad avanzare. Per farti comprendere la portata di questo fenomeno, facciamo parlare i dati.Qui sotto ti riporto un estratto di quelli divulgati dall’OBE Osservatorio Branded Entertainment che ogni anno in collaborazione con BVA Doxa mostra un quadro dettagliato dell’attuale mercato del podcast e, nello specifico, dei branded podcast. Secondo la ricerca condivisa, sono 15,2 milioni gli ascoltatori italiani (+0,3 milioni rispetto al 2023) che dedicano tempo ai podcast con una frequenza di ascolto che va da 1 volta a settimana fino a 3 volte a settimana per gli hunters (i più attivi) che costituiscono una fetta importante di 8,8 milioni. Gli ascoltatori di branded podcast sale al 63%, con una crescita del 2% verso l’anno precedente.  La ripartizione di ascolto è pressoché uguale tra uomini (53%) e le donne (47%) con un picco nella fascia compresa tra i 35-44 anni (28%), a cui seguono a ruota la fascia 45-54 (25%) e quella tra i 25-34 (21%). Target normalmente difficile da raggiungere in modo così massiccio con altri media long form.  Infatti la durata media di ascolto si alza ai 30’ in media, complice soprattutto il vantaggio competitivo del podcast che riesce ad inserirsi laddove altri media non arrivano: ovvero nel multitasking. Source OBE Osservatorio Branded Entertainment e BVA Doxa 2024 Come scegliamo cosa ascoltare? Per la maggior parte ci si affida a una ricerca sulle piattaforme di ascolto (34%) e su Google (34%), seguono poi i consigli delle piattaforme, le classifiche e il passaparola.  Sale l’interesse per l’approfondimento di temi rilevanti e il desiderio di imparare cose nuove (entrambi per il 45%) mentre scende lievemente l’informazione (dal 49% al 44%). L’intrattenimento e lo svago restano sempre forti motivazioni. Il driver di scelta lo fa tutto l’argomento con un buon 62%, mentre è sempre meno rilevante il nome del conduttore (solo un 22%), il che fa pensare che talent e personaggi famosi non sono il traino per garantirsi un’audience rilevante se non c’è un contenuto che attira. E i branded podcast? Cresce l’interesse degli ascoltatori sui contenuti branded di 2 punti rispetto al 2023, con un 63% sul totale.  Il podcast è l’ingrediente perfetto per generare attenzione, tanto che genera un tasso di coinvolgimento del 57% e il 42% non ne può più fare a meno.  Le caratteristiche che lo distinguono da altri canali sono: nomadico, cioè lo ascolto ovunque mi trovo; on demand, lo ascolto tutte le volte che voglio; hands and eyes free: ho sguardo e mani libere. Il che significa che si innesta in contesti finora non attraversati da nessun altro tipo di contenuto: mentre guido, mentre faccio la spesa, mentre faccio sport, mentre cucino o sbrigo le faccende di casa, mentre porto a spasso il cane. Tutti questi touch point sono preziosissimi in termini di marketing. Quanti altri canali ti consentono di assimilare informazioni mentre fai altro? Forse nessuno. Indubbiamente, presidiare fin da subito un mercato in espansione è già di per sé un vantaggio. Anzi possiamo dire è la base di una strategia di podcast marketing vincente. Corporate podcast: come usarlo nella comunicazione interna aziendale I vantaggi del podcast marketing Se volessimo riassumere in pochi concetti quali sono i vantaggi del podcast in una strategia di content marketing, li definiremmo così: il potere della voce nel creare il massimo coinvolgimento dell’ascoltatore; la flessibilità di fruizione di un contenuto audio mentre si svolgono contemporaneamente altre attività; la relazione che si instaura con l’ascoltatore e la fiducia che ne deriva. Sono tutti elementi che stanno alla base di una comunicazione efficace in termini di marketing. Riuscire a catturare l’attenzione dell’ascoltatore in un contesto sociale in cui la distrazione è componente preponderante, significa coinvolgere attraverso parole e suoni che stimolino immagini mentali immersive, fidelizzare un pubblico con contenuti utili e di valore per chi ascolta. Tutto questo accade, però, quando il podcast è realizzato con una strategia ben precisa, progettato nei dettagli e adatto al target di riferimento. Non è sufficiente accendere un microfono e parlare. Il podcast marketing è un’altra cosa e presuppone un piano. Quando podcast e marketing diventano una sinergia vincente Per farsi strada nel cuore degli ascoltatori, facendo conoscere il brand, i prodotti e i servizi offerti, bisogna creare una strategia di marketing podcast. L’errore che spesso sentiamo fare è credere che il podcast sia uno spot pubblicitario. Sebbene il podcast marketing abbia come finalità un messaggio commerciale, non usa la push strategy per raggiungerla. Questo vale anche se il podcast è usato come strumento di personal branding.È l’utente a scegliere di ascoltare quel contenuto, e non viceversa. Quindi la dinamica è rovesciata. Il punto di forza è la relazione intima ed empatica con l’ascoltatore a generare fiducia e quindi vendite. Dunque, il podcast diventa vincente se: mette l’utente al centro con contenuti utili e nei quali possa immedesimarsi e sentirsi coinvolto parte dalla definizione di obiettivi chiari si rivolge a un target preciso dà voce a un’identità aziendale o personale e ai valori che racchiude. Tutto questo nasce da una progettazione iniziale che non si improvvisa ma si studia in funzione di ciò che si vuole raggiungere. In una strategia di successo, il podcast si inserisce come elemento innovativo, distintivo. Funziona e diventa vincente se si tengono conto gli asset su cui si poggia e si progetta fin dall’inizio. P.S.: Potresti scoprire persino di non poterne più fare a meno! Ester MemeoPodcast Coach, Producer specializzata in Podcast per il business e founder di Podstar. È membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione Italiana Podcasting. Autrice dello show “Podcast per il Business” e co-autrice del libro Come fare podcast in Biblioteca. Crede che il podcast sia un potente strumento di crescita culturale e sociale e che, ad oggi, sia l’unico media digitale libero e indipendente che permette di dare voce alle idee in modo autentico. [...] Read more...